Da dove siamo partiti, dove siamo arrivati
Motivetto è nato da un problema semplice: le idee per una canzone arrivano quando non sei davanti al computer. Arrivano in macchina, sotto la doccia, camminando. E se non le fermi subito, se ne vanno.
L'idea
Il telefono ce l'hai sempre in tasca, e ha un microfono. L'idea era usarlo come un taccuino musicale: canticchi una linea di basso o fai un beat con la bocca, e l'app capisce ritmo e note, li fa suonare a uno strumento vero e ti lascia mettere insieme i pezzi in una canzone. Poi esporti tutto, traccia per traccia, e la finisci al computer, in Reaper, cantandoci sopra con un microfono serio.
Registri la voce → l'app trascrive → scegli lo strumento → arrangi le parti → ascolti il mix → esporti → finisci in Reaper.
Il telefono non doveva sostituire lo studio. Doveva fare bene la prima metà del lavoro: catturare l'idea e darle una forma che suona.
Le scelte fatte all'inizio
Prima di scrivere la prima riga c'era un documento con le decisioni da non rimettere in discussione:
- Tutto offline, senza eccezioni. L'app non chiede nemmeno il permesso di andare su internet. Le registrazioni di una persona che canta sono una cosa privata: il modo più semplice di proteggerle è non poterle mandare da nessuna parte.
- Solo Android, in italiano e in inglese. Un telefono, due lingue, fatto bene.
- Il primo traguardo era piccolo apposta: un sequencer a griglia che suona, si mixa e si esporta. Tutto il resto si sarebbe aggiunto sopra una base che già girava sul telefono.
- Precisione prima di tutto. Un colpo inventato dall'app si nota e si cancella; uno perso no. Quando l'app non è sicura, tace invece di indovinare.
Le tappe
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Prima della prima versione
Le fondamenta
Una dopo l'altra, le parti che servono a far stare in piedi tutto il resto: la griglia che suona e si esporta in WAV; il mixer; la registrazione con il conteggio, il click che dall'altoparlante diventa una vibrazione (altrimenti finirebbe nel microfono) e la misura della latenza del telefono; la trascrizione dei colpi e quella delle note; gli strumenti; una mano umana che sposta di pochissimo ogni colpo, perché una batteria perfetta suona finta.
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7 settembre 2026 · versione 1.0
La prima build completa
Dalla voce al pattern, griglia, mixer con effetti, accordi, arrangiamento, album, export di stem, MIDI, MP3, voce guida e click. Nello stesso giorno l'app impara ad aprirsi sulla libreria invece che dentro una canzone: aprendosi dentro un pezzo, nessuno sospettava che sopra ci fosse un livello.
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8 settembre
Il giorno più fitto
Album con copertina, pacchetti di suoni da importare, equalizzatore e compressore per traccia, metri dispari, un file MIDI per traccia, il sidechain, quattro spazi di riverbero, le curve di volume. E soprattutto il beatbox che smette di finire tutto nel rullante: provato su venti secondi di beatbox vero, colpo per colpo.
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9–11 settembre
Le parole, e i suoni veri
Il testo si scrive sulla metrica della melodia: l'app dice quante sillabe servono e dove cade l'accento. Si può chiedere il testo a un'AI, e quello che torna viene controllato riga per riga. Arriva il karaoke. La latenza si misura una volta per ogni cuffia.
E i suoni di prova, sintetizzati, lasciano il posto a strumenti registrati: la batteria MuldjordKit di Lars Muldjord e il pianoforte Salamander, uno Yamaha C5 campionato nota per nota.
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14–17 settembre
L'app impara la tua bocca
Per capire se un colpo era una cassa, l'app lo confrontava con una cassa vera, e un «bum» soffiato in un telefono non le somiglia. Così è nata l'idea di insegnarglielo: fai il tuo suono cinque o sei volte, e da lì in poi riconosce i tuoi colpi. Provato sulle registrazioni di 28 persone: i colpi riconosciuti giusti passano dal 26,6% al 68,1%.
Nella stessa settimana: un'orchestra di dodici strumenti, le parti MIDI e le tablature da riportare dentro, le tracce audio registrate altrove, la vista a sezioni e la mappa della canzone, le terzine, il respiro riconosciuto e tolto dal pattern, le versioni di una canzone, l'accordatore, la cattura al volo di un'idea, e la registrazione sopra al pezzo invece che sul solo click.
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24–29 settembre
Strumenti liberi, e le prove sul telefono
Basso elettrico, chitarre e organo Hammond entrano nel pacchetto di serie, tutti registrati e liberi (FreePats, CC0). Si possono importare SoundFont e librerie SFZ direttamente dal telefono. Lo spartito di chitarra e basso esce all'altezza giusta.
È anche il periodo delle prove sistematiche sul telefono vero, schermata per schermata: quello che non si comporta come ci si aspetta torna indietro, si corregge, e si riprova.
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2–9 ottobre · versione 1.5.99
Pronta per qualcun altro
Annulla e rifai per ogni traccia del mixer; più take scelte e messe in fila in una trascrizione sola; il confronto fra due versioni di una canzone, una differenza alla volta, ascoltando prima di decidere. E infine la guida dentro l'app, con un tutorial per ogni funzione: il passo che serve per darla in mano a qualcuno che non l'ha vista nascere.
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9 ottobre · versioni 1.5.100 e 1.6.0
Quello che chiedono gli altri
Prima di darla in prova, uno sguardo a cosa scrive chi usa app simili: migliaia di recensioni e discussioni, per trovare quello che manca a loro e mancava anche qui. La richiesta più forte era un accompagnamento automatico, come faceva un'app ormai ritirata: adesso, sotto una melodia canticchiata, l'app propone gli accordi e ci mette basso e batteria nello stile che scegli.
Poi le altre: vedere la nota che stai cantando mentre la canti; take lunghe fino a un minuto; più versioni di una riga del testo, da scegliere cantandole; lo schema delle rime con le parole che rimano, prese da due dizionari che stanno dentro l'app, uno italiano e uno inglese; e la libreria ordinata per nome, con le etichette.
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9 ottobre · versione 1.6.2
Una canzone da ascoltare subito
Fino a qui, aprendo l'app per la prima volta si trovavano otto battute di batteria e basso: un banco di prova, non una canzone. Adesso c'è «Oltre l'ombra», power metal sinfonico in re minore: archi e violino, chitarra distorta, doppia cassa nel ritornello, un testo con le sue rime. Il mix è misurato perché stia sotto lo zero anche senza il limitatore: l'altoparlante di un telefono gracchia molto prima di uno studio.
Nello stesso giro tre cose sistemate: il testo ha la sua lingua, italiano o inglese, anche quando l'app è nell'altra; un basso importato da un file MIDI suona alla sua altezza invece che due ottave sotto; e le tracce esportate partono esattamente insieme al click.
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11 ottobre · versione 1.6.3
Più lento, e anche le registrazioni cambiano tonalità
Per imparare una parte si ascolta la canzone a tre quarti o a metà velocità, alla stessa intonazione. Vale anche per le registrazioni: vengono allungate senza diventare più gravi. E quando si cambia la tonalità della canzone, adesso le tracce audio seguono, invece di restare dov'erano.
L'export misura il volume anche fra un campione e l'altro, dove un telefono o un MP3 possono distorcere un file che sembrava a posto. Allungamento e misura vengono da SoundCraft, un progetto libero di ArtCraft, riscritti per l'app.
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11 ottobre · versione 1.6.4
Il manico che suona
Da un video di una chitarra vera accanto a una disegnata: mentre la canzone suona, sul manico dell'app ogni nota accende il suo tasto e il tratto di corda che vibra davvero, dal tasto al ponte. Le tirate piegano la corda verso quella accanto. E la corda si può tirare col dito: premi un tasto, trascini di traverso, e la nota sale mentre la scrivi.
Nello stesso giro le registrazioni seguono i cambi di tempo, gli accordi suonati insieme hanno tutti un nome, e dall'export esce un video verticale per i social, con il testo che si colora mentre si canta.
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11 ottobre · versione 1.6.5
Una tastiera vera
Una tastiera MIDI attaccata al telefono con un cavo scrive in griglia come quella sullo schermo: ogni tasto mette la sua nota, con la forza con cui lo premi, e più tasti insieme un accordo. Suonarci sopra dal vivo verrà dopo una prova col telefono, perché lì ogni millesimo di ritardo si sente.
Il video per i social mostra anche il manico della chitarra con le note che si accendono, e l'app si apre più leggera: le schermate che si usano di rado si caricano solo quando servono.
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11 ottobre · versione 1.6.6
Suoni da studio, gratis
Arrivano due batterie elettroniche, la 808 e la 909, rifatte come i circuiti delle macchine originali: l'app le calcola mentre suona, quindi non pesano niente. Si scelgono dal mixer, e scelta su una riga la prende tutta la batteria. Con loro due timbri sintetici nuovi, il Supersaw della trance e un pad morbido che sta sotto la voce.
La chitarra adesso pennella: le corde di un accordo partono una dopo l'altra, giù sul tempo e su in controtempo, come una mano vera. E se un pacchetto ha registrato la stessa nota più volte, l'app le alterna, così un accordo ribattuto non suona a mitragliatrice. È il primo passo verso suoni gratuiti ma professionali: una batteria presa coi microfoni veri, una chitarra registrata in diretta, un basso e una sezione d'archi, tutti liberi da diritti, sono già alla prova.
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12 ottobre · versione 1.6.7
Le sezioni, come in uno studio
Guardando come i servizi di musica con l'intelligenza artificiale fanno lavorare su una canzone, una sezione alla volta, l'app ha imparato a fare lo stesso senza rete. Ogni sezione si può spostare di un semitono: l'ultimo ritornello un tono sopra, con melodia e accordi.
Batteria e basso di una sezione si possono rifare più pieni, più leggeri, a mezzo tempo o con uno stacco alla fine, e ogni versione si ascolta prima di tenerla. E ai cambi di sezione si mettono con un tocco la salita che arriva in cima esattamente sul primo tempo, a qualunque tempo, o la discesa per quando l'energia cala.
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12 ottobre · versione 1.6.8
Il testo nella sua lingua
La lingua del testo non è quella dell'app: una canzone in inglese si scrive anche con l'app in italiano. Adesso la si sceglie anche nel momento in cui si chiede il testo a un'AI, e rime e sillabe la seguono.
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12 ottobre · versione 1.6.9
Gli accordi di una sezione, e i passaggi in un tocco
Anche gli accordi di una sezione hanno le loro versioni: lunghi, pennati o arpeggiati solo lì, oppure sostituiti ognuno col suo relativo, dove la melodia ci sta. E un tocco mette i passaggi su tutta la canzone: la salita prima dei ritornelli, il piatto al contrario prima del ponte, la discesa dopo.
Da qui l'app dice anche, chiaro, che quello che fai è tuo: le canzoni si pubblicano e si vendono, e dei suoni di serie solo batteria e pianoforte chiedono di citarne l'autore.
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12 ottobre · versione 1.6.10
Una seconda voce, e una canzone da una melodia
La melodia di una sezione si può raddoppiare: una seconda voce una terza sopra, nella scala della canzone, come la canterebbe un corista, oppure la stessa melodia un'ottava sopra per l'ultimo ritornello. Come le altre versioni, si ascolta prima di tenerla.
Da una melodia appena canticchiata, «Fanne una canzone» prepara una bozza con accordi, band nello stile scelto e sezioni, su una copia: l'originale resta com'era. E ogni export porta con sé i crediti dei suoni che la canzone usa davvero, con la riga da incollare già scritta.
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12 ottobre · versione 1.6.11
La musica che continua, e la voce che cresce
Il giro adesso continua a suonare a schermo spento o mentre scrivi altrove, con una notifica per metterlo in pausa o fermarlo. E un'idea si cattura anche dalla tendina del telefono, con la tessera «Un'idea»: un tocco, e sei al microfono.
Quando canti una nota che cresce o che sfuma, lo strumento cresce e sfuma con te. Appena trascritta una melodia, l'app propone da sola di farne una canzone. Le versioni di una sezione hanno più prese da ascoltare una dopo l'altra, e la seconda voce può stare anche sotto la melodia o sulle note dell'accordo.
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12 ottobre · versione 1.6.12
Tutta la libreria in un file, e la bozza che sembra una canzone
Con un tocco tutte le canzoni, le registrazioni e gli album finiscono in un file solo, che sul telefono nuovo rientra aggiungendo quel che manca e senza toccare quel che c'è. Mentre scrivi il testo, una sezione può girare da sola, e la riga si prova cantandola.
«Fanne una canzone» adesso costruisce un pezzo intero: un intro prima che entri la melodia, un finale, l'ultimo ritornello più pieno e un tono sopra. E anche gli accordi di una sezione hanno più prese: la pennata della chitarra acustica, il levare del reggae, l'arpeggio dall'alto.
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13 ottobre · versione 1.6.13
Una canzone col ponte, e il testo che segue la musica
La bozza adesso si sceglie corta, classica o col ponte: un ponte con gli accordi cambiati e la batteria a mezzo tempo, e dopo di lui l'ultimo ritornello, più su. Mentre una sezione gira sotto il testo, la nota e la sillaba che suonano si accendono sulla riga.
Il karaoke rallenta e ripete la sezione per esercitarsi; una sezione sola si esporta come WAV o video da far sentire; e la copia della libreria si scrive un pezzo alla volta, con un promemoria quando è ora di farne una.
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13 ottobre · versione 1.6.14
Un fonico e un chitarrista guardano l'app
Per migliorare il suono e le parti di chitarra l'app ha adesso due occhi esperti: uno misura come suona una canzone dall'altoparlante di un telefono, l'altro mette ogni parte di chitarra sul manico e dice cosa una mano vera suona e cosa no. Le prime cose che hanno trovato sono già sistemate.
La tablatura prende l'accordatura che la parte chiede — una chitarra in Drop D non perde più i suoi Re gravi — e scrive ogni accordo in una forma sola, comoda per la mano. C'è il palm mute, il colpo stoppato del metal, nella griglia e in tablatura. E «Oltre l'ombra» dal telefono suona più pulita: il basso lascia spazio alla cassa e il rullante schiocca.
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13 ottobre · versione 1.6.15
Il metal ha i suoi sottogeneri, e il basso si sente dal telefono
La band sotto la melodia non dice più solo «rock» o «metal»: si sceglie prima la famiglia e poi il sottogenere, venticinque in tutto. Il metal è heavy, thrash, power, doom o metalcore; il punk è punk rock, hardcore, pop punk o ska punk; e così il pop, il rock, il funk, il latino, l'elettronica e il blues. Dove lo stile la vuole arriva anche la chitarra, coi suoi power chord stoppati o i suoi accordi aperti, e ogni stile parte con volumi che il fonico ha misurato uno per uno.
Un telefono sotto i 200 Hz non suona: il basso e la cassa, da lì, quasi sparivano. Adesso un effetto nuovo, le armoniche, aggiunge sopra quello che l'altoparlante sa suonare, e la nota si sente. E nel mixer c'è «Ascolta come al telefono»: in cuffia, si sente la canzone come la sentirà chi la apre da un telefono.
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15 ottobre · versione 1.6.16
Uno stile si ascolta prima di sceglierlo, e la chitarra suona da chitarrista
Venticinque stili non si scelgono a nome: con «Ascolta prima di scegliere» ogni stile suona quattro battute della tua canzone, che resta com'è, e quello giusto lo prendi con «Usa». La chitarra della band smette di battere sempre tutto l'accordo: nel pop sale in levare sulle corde acute, la ballata arpeggia, nella bossa il pollice suona il basso e le dita le corde acute, il funk riempie i buchi con le corde stoppate.
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15 ottobre · versione 1.6.17
Un bassista, un batterista, un arrangiatore e un cantautore
Altri quattro occhi esperti guardano quel che l'app scrive da sola, e le prime cose che hanno trovato sono sistemate. La batteria della bozza non è più una battuta ripetuta: le sezioni finiscono con uno stacco, il ritornello è più pieno della strofa, il crash apre invece di suonare a ogni battuta. Il basso scende sulle corde gravi, un'ottava sotto la chitarra, e prepara i cambi d'accordo.
Gli accordi e gli archi non coprono più la melodia: il rivolto si sceglie guardando anche lei. E sotto ogni riga del testo, scritta a mano o no, l'app dice dove l'accento di una parola cade storto («notté» invece di «nòtte») e dove una vocale chiusa sta sulla nota più alta.
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15 ottobre · versione 1.6.26
Le parti arrivano giuste a chi le suona
Sei mestieri nuovi guardano quel che esce dall'app e arriva a un musicista vero. La parte per ukulele non perde più le note: ogni accordo diventa la forma che ogni ukulelista sa, Do 0003, La minore 2000, Fa 2010. Gli archi e il pianoforte escono come parte per tastiera e non come tablatura per chitarra, e gli effetti dei passaggi non finiscono più sul leggio del batterista.
Il MIDI si apre in una DAW con ogni traccia al suo strumento e un nome che si legge, e gli stem hanno nomi puliti. L'elettronica suona da elettronica: basso synth nella house, l'808 e le rullate di charleston nella trap, il pad che pompa sulla cassa.
Cosa non fa, e perché
Alcune cose sono rimaste fuori di proposito: niente cloud, niente collaborazione in rete, niente separazione delle tracce da un brano finito, niente plugin. Ognuna avrebbe chiesto la rete o avrebbe spostato l'app lontano da quello che deve fare bene: fermare un'idea e farla suonare.
Dove siamo
Oggi Motivetto registra, trascrive, arrangia, mixa ed esporta una canzone intera, e la spiega da sola. Il prossimo passo è il più importante: metterla in mano a chi non l'ha fatta, ascoltare dove si inciampa, e da lì preparare la pubblicazione.